Comunicato CNR 30/1/2026 Aggiornamento Piano Fabbisogno Personale: conseguenze gravissime per le progressioni di carriera del personale ricercatore e tecnologo
A seguito della lettera aperta inviata ieri ai vertici del CNR, con la quale la FGU-DR-ANPRI ha chiesto un ripensamento immediato dell’impostazione dell’aggiornamento del Piano di fabbisogno del Personale per il prossimo triennio, riteniamo necessario informare in modo diretto e trasparente l’intera comunità dei Ricercatori e Tecnologi (R&T) del CNR sulle sue conseguenze immediate e concrete.
Il Piano, inserito all’ordine del giorno del CdA convocato per lunedì prossimo 2 febbraio, nella sua forma attuale non prevede alcuna procedura di valorizzazione del personale R&T. Una situazione di tale entità è già di per sé inconcepibile, ma diventa ancora più preoccupante se si considera che:
- il CCNL impone la biennalità delle selezioni interne ex art. 15;
- l’ultima tornata ex art. 15 è durata quasi tre anni, con pesantissime ricadute sui tempi di avanzamento e sulle prospettive professionali.
Ne consegue che, se il CNR non prevede alcuna procedura di valorizzazione del personale R&T per l’intero triennio, le prospettive di carriera resteranno bloccate realisticamente fino al 2029. Anche nell’ipotesi in cui nuove selezioni ex art. 15 venissero programmate nel 2027, è altamente probabile che tali procedure non giungerebbero a conclusione prima del 2029.
Significa che un’intera comunità scientifica subirà un blocco totale delle prospettive di carriera per un periodo che nessun contratto collettivo contempla e che nessun Ente di ricerca può permettersi. Nel solo triennio 2026‑2028, ben 253 R&T matureranno il pensionamento senza avere ulteriori possibilità di progressione di carriera, a causa dell’assenza di qualsiasi procedura di valorizzazione.
Questo non è un dettaglio amministrativo, è una scelta che mortifica profondamente i R&T e le conseguenze rischiano di ridurre drasticamente la capacità del CNR di competere a livello nazionale e internazionale.
Il clima di sconforto della comunità scientifica continua ad aumentare per una miopia strategica che la lascia senza prospettive i suoi R&T dopo anni di attesa, progetti internazionali, riconoscimenti scientifici e responsabilità crescenti. Non è solo una questione di carriera, è la missione scientifica dell’Ente a essere indebolita.
Bloccare le progressioni per un periodo così esteso significa:
- demotivare la componente scientifica che produce risultati, brevetti, pubblicazioni, collaborazioni;
- allontanare ricercatori di talento e rendere l’Ente meno attrattivo;
- creare una frattura profonda tra governance e comunità scientifica;
- contraddire il ruolo del CNR come Ente di ricerca, non come struttura amministrativa.
Affinché il futuro della comunità scientifica non venga compromesso da scelte amministrative che ne ignorano il ruolo, il valore e la dignità professionale, la FGU-DR-ANPRI richiama con forza le priorità strategiche già più volte evidenziate, sulle quali sollecita un confronto rapido e costruttivo con l’Amministrazione:
- Carriere e riconoscimento professionale: oltre 1.500 R&T idonei nelle graduatorie ex art. 15 attendono da anni la meritata progressione di carriera. È necessario procedere con lo scorrimento integrale delle suddette graduatorie e prevedere per il 2026 una nuova tornata di selezioni interne ex art. 15 per un congruo numero di passaggi di livello, come previsto dal vigente contratto.
- Appesantimenti burocratici: è necessario rimuovere quanto prima le annose criticità amministrative che ancora oggi impediscono di utilizzare parte dei fondi già acquisiti su base competitiva. È inaccettabile che risorse ottenute grazie al lavoro e alla credibilità dei R&T restino bloccate, con progetti sospesi e gruppi di ricerca impossibilitati a rispettare impegni e scadenze. I vertici dell’Ente devono individuare soluzioni concrete e immediate: la ricerca non può essere paralizzata dalla lentezza delle procedure amministrative.
- Riorganizzazione del CNR: ogni riorganizzazione deve prevedere un reale coinvolgimento della comunità scientifica, evitando decisioni calate dall’alto. Occorre un percorso graduale e partecipato, in linea con i modelli europei consolidati, per garantire stabilità e consenso.
- Sottoinquadramento e precariato: sono urgenti modifiche legislative per contrastare il sottoinquadramento (concorsi ex art. 22 legge Madia), ridurre il precariato e semplificare le procedure di reclutamento e progressione di carriera.
- Modifiche allo Statuto dell’Ente: occorre rafforzare il ruolo e il numero dei R&T negli organi di governo e negli organismi scientifici, per assicurare rappresentanza e centralità dei R&T nelle scelte strategiche.
La FGU–DR–ANPRI continuerà a vigilare e a denunciare ogni scelta che indebolisca la ricerca, ribadendo che senza una comunità scientifica forte, rispettata e posta al centro delle decisioni, il CNR perde identità, credibilità e capacità di competere.
L’Ente ha bisogno di un cambio di rotta chiaro e immediato: ritornare alla centralità della ricerca, valorizzare R&T, e ricostruire un rapporto di fiducia con la comunità scientifica che ne costituisce la spina dorsale.
Laura Fantozzi
Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

